Oltre 50 tonnellate di pneumatici non a norma impilati in 5 container provenienti dalla Cina, pronti a essere venduti sul mercato italiano e a mettere potenzialmente a rischio la sicurezza di migliaia di automobilisti: intercettati in porto a Genova, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane, che sono riusciti a impedire che i container, dopo lo sbarco, partissero alla volta del Nord Italia per essere poi smistati alimentando un giro d'affari di circa 1.2 milioni di euro.

L’operazione “Aquaplaning” (un nome che fa riferimento al pericolo cui si va incontro quando si percorre una strada bagnata e gli pneumatici “pattinano” rendendo l’auto ingovernabile) ha coinvolto il Gruppo II della Guardia di Finanza di Genova, coordinato dal colonnello Mario Leone Piccinni e dal generale Renzo Nisi e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Genova 2: è stato grazie alla stretta collaborazione tra le due forze e ai massicci controlli operati quotidianamente all’interno del bacino di Pra’ Voltri che i container sono stati individuati e aperti, svelando la presenza di oltre 5mila pneumatici per automobili e mezzi pesanti che presentavano due principali irregolarità. 

Data e marcatura non conformi

La prima, quella che ha insospettito i funzionari della Dogana e le Fiamme Gialle, è stata la data di fabbricazione non corrispondente alla spedizione: i documenti attestavano la partenza del carico dalla Cina a dicembre 2017, mentre la data stampigliata sulle gomme era gennaio 2018. Una palese violazione delle norme vigenti a livello mondiale, che impongono che la data di fabbricazione corrisponda al giorno stesso in cui lo pneumatico viene prodotto, in primis per consentire, in caso di problemi, di rintracciare il lotto e ritirarlo dal mercato. Scavando più a fondo, gli investigatori hanno scoperto che gli pneumatici riportavano tre marche diverse, tutte cinesi, e che la spedizione era a nome della Star Tyre, società di import autorizzata con sede a Monza che opera principalmente nell’hinterland milanese, specializzata nell’acquisto all’ingrosso e nella rivendita tramite piccoli punti vendita locali e online. 

«Praticamente avevamo davanti pneumatici del futuro, un po’ come un assegno post datato - ha spiegato Fabio Bertolotti, direttore generale di Assogomma - La data di fabbricazione è fondamentale, non tanto per la scadenza, che per gli pneumatici non esiste, ma per identificare il prodotto. Il consumatore può vederla da solo sulla gomma, sono 4 cifre: le prime due indicano la settimana, le ultime due l’anno di produzione. E la partita sequestrata riportava una data successiva all’imbarco dei container, cosa di per sé anomala». 

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A peggiorare ulteriormente il quadro, il fatto che le gomme presentassero caratteristiche compatibili con pneumatici estivi (e su alcuni siti internet venivano venduti proprio come estivi) pur riportando la marcatura “M+S” utilizzata per identificare pneumatici invernali, che hanno caratteristiche e prestazioni molto diverse e sono pensati per aumentare l’aderenza e ridurre il rischio in caso di neve. Alla richiesta di presentare documenti che attestassero la capacità delle gomme di viaggiare su asfalto innevato o ghiacciato (il marchio M+S a oggi è di fatto un’autocertificazione, in mancanza di test ufficiali), l’importatore ha risposto in maniera evasiva, e non è stato in grado di fornire documentazione o attestazioni che giustificassero la dicitura “pneumatico invernale”.

Gli esperti: «Gli automobilisti controllino i treni gomme acquistati»

Due, dunque, le violazioni su cui si sono concentrati Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane, una legata strettamente alla normativa in vigore (per quanto riguarda la data) e una alla sicurezza di chi avrebbe acquistato pneumatici estivi spacciati per invernali: «Le caratteristiche delle gomme invernali sono chiaramente visibili - ha proseguito Bertolotti, cui gli investigatori genovesi si sono rivolti per una consulenza - il battistrada presenta delle lamellature finalizzate a raccogliere la neve, e la mescola è più dura. Quello operato a Genova è uno dei più grandi sequestri di pneumatici registrato in Italia, primo nel suo genere dal punto di vista delle violazioni».

«Il problema in questo caso è che non si tratta di pneumatici “taroccati”, come accade per le borse di marca, ma di marche cinesi legittime ed effettivamente esistenti - ha aggiunto il comandante provinciale delle Fiamme Gialle, Renzo Nisi - Il prodotto però non corrispondeva a quanto promesso, e la prima indicazione della truffa è il prezzo: la richiesta di una cifra troppo bassa per un intero treno gomme dovrebbe mettere sull’attenti chi ha acquistato. Non sappiamo ancora se e quante partite di questo genere siano già passate attraverso la dogana e siano effettivamente arrivate ai rivenditori, e sarà nostra cura cercare di individuare le aziende cui l’importatore le ha vendute per risalire ai compratori. Il consiglio per chi ha acquistato pneumatici a prezzi stranamente bassi e di provenienza cinese nella zona del milanese, però, è quello di controllarli avvalendosi anche di un esperto: ne va della sicurezza personale, e gli automobilisti in primis devono autotutelarsi».

Le indagini dunque proseguono, finalizzate principalmente a capire a quanti rivenditori l'importatore abbia venduto gli pneumatici e a tracciare i contorni del business illecito.