Закрыть ... [X]

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Società Sportiva Calcio Napoli, nota semplicemente come Napoli, è una con sede nella città di . Milita in Serie A, la massima serie del .

Fondata nel con il nome di Associazione Calcio Napoli, assunse poi la denominazione di SSC Napoli nel . In seguito al fallimento della società nel , il presidente fonda la Napoli Soccer che ne rileva il titolo sportivo e viene iscritta alla , per poi ritornare alla denominazione precedente con la promozione in nel .

Il colore sociale è l', mentre la è il , originariamente un . Gioca le partite interne allo , inaugurato nel .

Con un che comprende due (, ), cinque (, , , e ), due ( e ) e una (), oltre ad una () e una (), il Napoli è la squadra del più titolata a livello nazionale e internazionale, nonché, con 76 partecipazioni, quella più presente nei campionati di massima serie. Secondo la i partenopei sono la squadra con l'ottava miglior .

Il Napoli è anche uno dei membri associati dell', organizzazione nata in sostituzione del soppresso e costituita dai principali club calcistici del , riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla .

Indice

Storia

Dalle origini al secondo dopoguerra

Una formazione del neonato Napoli nel campionato 1926-1927

La fondazione dell'Associazione Calcio Napoli avvenne il 25 agosto (sebbene la data venga tradizionalmente anticipata al 1º agosto) su iniziativa dell'industriale napoletano , il quale ne assunse la presidenza. Di fatto, la nascita del Napoli avvenne attraverso un cambio di denominazione dell', un club sorto a sua volta nel 1922 come frutto della fusione di altre due compagini, il e l' grazie all'intermediazione di Emilio Reale. Nel frattempo, il 3 agosto era stato istituito il , l'antesignano dell'odierna , al quale il Napoli ottenne l'affiliazione, unico club del Centro-Sud insieme ai sodalizi capitolini e , in virtù del piazzamento conseguito dall'Internaples nella .

La società esordì in massima serie nella . Le prime due stagioni si chiusero con la retrocessione in , ma la in entrambe le occasioni accordò la riammissione per premiare gli sforzi del club partenopeo di recuperare il pesante gap con le società settentrionali. Dopo i difficili inizi, la situazione però migliorò rapidamente, grazie soprattutto all'apporto dell'italo-paraguayano , primo idolo dei tifosi partenopei. In questi primi anni il Napoli si affidò come allenatori ad ex-calciatori austriaci, come , , e (che morrà tragicamente nell'), all'ungherese e all'italiano .

Il Napoli prese parte al primo torneo di massima serie a girone unico, la ottenendo la prima vittoria in tale competizione ai danni del . La società scelse come allenatore il mister, già vincitore di tre scudetti con il . Nei 6 anni in cui fu sotto la sua guida, il Napoli, grazie al contributo di giocatori come e , raggiunse notevoli risultati, come il doppio terzo posto consecutivo nelle stagioni e e la qualificazione alla massima competizione europea dell'epoca, la .

Il su fondo azzurro, originale simbolo dell'Associazione Calcio Napoli

Nel entrò in società il comandante , di grande successo, che non riuscì tuttavia ad apportare particolari benefici al club partenopeo: nella seconda metà degli la qualità della squadra andò declinando, fino a culminare nella retrocessione nella categoria inferiore nel .

Terminata la , il Napoli prese parte alla , vincendo il girone misto Centro-Sud e riconquistando la massima serie. Tornò in due anni dopo, retrocesso dalla per . La panchina venne affidata ad , che riportò la squadra in e avviò un lungo periodo alla guida del club partenopeo. Nonostante i rinforzi del presidente , tra i quali , e , il Napoli non andò oltre il quarto posto del e del . Nel venne inaugurato lo .

Tornato in nel , il Napoli venne affidato a , il quale riportò gli azzurri in massima serie e vincendo anche il primo trofeo della storia del club, la , divenendo con il l'unica società a vincere il trofeo non militando in . Questo successo, sancì l'esordio del Napoli in , giocando la , nella quale raggiunse i quarti di finale. Il 25 giugno il club assunse la denominazione di Società Sportiva Calcio Napoli, diventando contestualmente una . ottenne una quota rilevante delle azioni in virtù dei crediti vantati e garantì al figlio l'ingresso tra i soci, mentre venne eletto presidente. Alcuni dei giocatori più rappresentativi dell'epoca furono , , e ; il miglior risultato fu il secondo posto del .

L'era Ferlaino

Il 18 gennaio la società, sull'orlo del dissesto finanziario, passò nelle mani di , che avviò la più longeva e vincente presidenza della storia partenopea. Con l'acquisto di calciatori come , e , il Napoli raggiunse due volte il terzo posto ( e ) e un secondo posto nel , questi ultimi due piazzamenti ottenuti grazie al di . Nel il club azzurro vinse la seconda , superando in finale il . Nella seconda metà degli nonostante l'acquisto del bomber , il rendimento in campionato peggiorò, culminando con il decimo posto del .

Il Napoli campione d'Italia nella stagione 1986-1987

Dopo uno scudetto sfiorato nel , con il libero olandese tra i protagonisti, la svolta si ebbe nell'estate del : il presidente Ferlaino il 30 giugno definì l'acquisto più importante della storia del club, il campione argentino dal per la cifra record di 15 miliardi di lire.

Sotto la guida di e con l'innesto di calciatori come , , e , nel il Napoli conquistò il suo primo e la terza .

Il club si consolidò ai vertici del calcio italiano con gli innesti dei brasiliani e ; il Napoli arrivò per due volte consecutive secondo ( e ) e sempre nel ottenne anche il primo alloro internazionale, la , superando nella lo . Nel , con allenatore, il club partenopeo conquistò il secondo scudetto, cui fece seguito la vittoria della . Nel con la partenza di Maradona, si chiuse il primo importante ciclo della storia azzurra.

Declino e rinascita

Negli anni seguenti il Napoli ottenne discreti risultati, un quarto posto nel con in panchina e un sesto posto nel , allenatore . La crisi finanziaria costrinse il club a privarsi dei suoi uomini migliori. Nei due anni successivi, con in panchina, il Napoli ottenne un settimo e un decimo posto e raggiunse la finale di , sconfitto dal . La crisi raggiunse l'apice nel , con la retrocessione in dopo 33 anni consecutivi di massima serie. Il club ritornò in nel , per retrocedere dopo appena un anno. L'entrata in società di prima e di poi, non portò benefici al club, ma la squadra ristagnò a metà classifica.

Alla crisi di risultati si aggiunse l'ormai compromessa situazione finanziaria, che portò nell'estate del al fallimento del club con conseguente perdita del titolo sportivo. Nelle settimane successive l'imprenditore cinematografico rilevò il titolo sportivo dalla curatela fallimentare del tribunale di Napoli e iscrisse la squadra, con la denominazione di Napoli Soccer, al campionato di . Soltanto sfiorata nel primo anno, la promozione arrivò nel sotto la guida di .

L'era De Laurentiis

Dopo aver riacquisito la denominazione originaria di Società Sportiva Calcio Napoli, volutamente non utilizzata nei due campionati di terza serie, nel il club conseguì l'immediata promozione in ritornandovi dopo 6 anni di assenza. Alla guida della squadra si avvicendarono l'ex della sostituito da che nel riportò il club nella massima competizione europea, la , 21 anni dopo l'ultima partecipazione. Il 20 maggio vinse la quarta , 25 anni dopo l'ultima affermazione e in assoluto quasi 22 anni dopo l'ultimo trofeo, battendo in finale la per 2 a 0.

Per la stagione 2013-14 venne ingaggiato come allenatore , che conquistò subito un trofeo, consegnando al club la quinta affermazione in , grazie alla vittoria per 3-1 in finale contro la . Nella stagione successiva, il Napoli vinse la seconda battendo la Juventus nella finale di , in . Dopo i due anni sotto la guida di , terminata con un 5º posto in e la vittoria in Supercoppa, la squadra viene affidata all'ex Empoli che al primo anno, rende il Napoli simbolicamente campione d'inverno (non succedeva dalla stagione ).

Cronistoria

Colori e simboli

Colori

La tenuta di gioco del Napoli è composta da una maglia azzurra con numerazione bianca, pantaloncini bianchi e calzettoni azzurri. La tenuta da trasferta generalmente è composta da maglia bianca, pantaloncini bianchi o azzurri, calzerotti bianchi o azzurri.

Manica sinistra Maglietta Maglietta Manica destra Pantaloncini Calzettoni Stagione d'esordio (1926-1927) Manica sinistra Maglietta Maglietta Manica destra Pantaloncini Calzettoni

Bianca con sbarra azzurra (1964-1965)

Manica sinistra Maglietta Maglietta Manica destra Pantaloncini Calzettoni

Campione d'Italia (1986-1987; 1989-1990)

Manica sinistra Manica sinistra Maglietta Maglietta Manica destra Manica destra Pantaloncini Calzettoni Stile Argentina (2002-2003) Manica sinistra Manica sinistra Maglietta Maglietta Manica destra Manica destra Pantaloncini Calzettoni Stile Argentina (2005-2006) Manica sinistra Manica sinistra Maglietta Maglietta Manica destra Manica destra Pantaloncini Pantaloncini Calzettoni Calzettoni Divisa recente (2017-2018)

Simboli ufficiali

Stemma

Lo stemma del Napoli è costituito da una , la cui area esterna è di colore blu, bordata di blu scuro, mentre l'area interna è azzurra bordata di bianco. Al centro è inserita la lettera N di colore bianco. Il tutto è impreziosito da sfumature ed effetti di luce.

Strutture

Stadio

Lo stadio Partenopeo fu la "casa" azzurra dal al .

Il primo campo da gioco utilizzato dal Napoli fu lo : voluto da , fu inaugurato nel e assegnato nel al neonato club partenopeo. Nel il presidente commissionò la costruzione di un nuovo stadio: inizialmente denominato , venne inaugurato il 23 febbraio 1930 con la partita tra azzurri e , terminata 2-2. Poco tempo dopo Ascarelli venne a mancare e lo stadio gli fu intitolato a furor di popolo, ma in seguito le imposero un ulteriore cambio di nome in Stadio Partenopeo. Rinnovato e ampliato in occasione dei , l'impianto fu completamente raso al suolo dai bombardamenti alleati nel corso della .

Lo stadio San Paolo ospita le partite interne del Napoli dal .

Il club si trasferì quindi allo del , già provvisoriamente utilizzato ai tempi dei lavori di ristrutturazione del precedente impianto. Rinominato per breve tempo Stadio della Liberazione nel dopoguerra, era tuttavia inadeguato alle esigenze del club: emblematica la situazione nella quale venne giocata Napoli- (4-3 il risultato finale) del 20 aprile , con il pubblico assiepato a bordo campo.

Venne così progettato un nuovo impianto nel quartiere di , denominato per celebrare la tradizione secondo la quale , in viaggio verso , avrebbe attraccato in quest'area di Napoli. Venne inaugurato il 6 dicembre , in una partita contro la (2-1 per i partenopei).

Società

Il Napoli è una dal 25 giugno , allorquando il proprietario dell'allora Associazione Calcio Napoli, , coadiuvato da altri soci come Antonio Corcione, e , costituì la Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A. con di 120 milioni di .

Il 99,8% delle azioni della società partenopea è controllato dalla , mentre il restante 0,2% appartiene ad , del . Il capitale della controllante Filmauro, a sua volta, è intestato per il 90% alla Romafides del gruppo (il cui compito istituzionale è quello di coprire il reale possessore, , e di offrire servizi di gestione per suo conto) e per il restante 10% a Jacqueline Baudit, moglie di De Laurentiis.

Sedi

Si riporta di seguito l'elenco delle sedi ufficiali utilizzate dalla Società Sportiva Calcio Napoli nel corso della sua storia.

  • 1945 – , (Napoli)
  • 1966 – Via Massimo Stanzione, 14 (Napoli)
  • 1967 – , 57 (Napoli)
  • 1970 – Via Petrarca, 141 (Napoli)
  • 1972 – Via Caravaggio, 112 (Napoli)
  • 1973 – Via Crispi, 4 (palazzo ex Sacro Cuore) (Napoli)
  • 1977 – Via Vicinale Paradiso, 70 (Centro Paradiso) (Napoli)
  • 1985 – , 30 (Napoli)
  • 1991 – Via Vicinale Paradiso, 70 (Centro Paradiso) (Napoli)
  • 2004 – , ()

Organigramma societario

Dal sito web ufficiale del club.

Staff dell'area amministrativa


Sponsor

Elenco degli sponsor tecnici e ufficiali della Società Sportiva Calcio Napoli

Cronologia degli sponsor tecnici

Cronologia degli sponsor ufficiali

Impegno nel sociale

Attraverso la partecipazione diretta dei propri tesserati, il club azzurro ha patrocinato iniziative a sostegno delle strutture ospedaliere cittadine, oltre a iniziative di sensibilizzazione contro la violenza nello sport e la povertà infantile. Con l'appoggio all'associazione cittadina Scugnizzi, che opera nel penitenziario minorile di , il Napoli sostiene svariati progetti volti al reinserimento sociale dei giovani detenuti una volta scontata la loro pena.

Tramite raccolte di fondi sostenute direttamente e indirettamente dai propri tesserati, il Napoli ha fornito il proprio appoggio a istituzioni come la Robert F. Kennedy Foundation, , la Fondazione San Raffaele, la Fondazione Stefano Borgonovo e la Fondazione Massimo Leone Onlus.

Il club partenopeo si è inoltre impegnato con diverse iniziative a sostegno delle vittime del , dalla devoluzione degli incassi delle partite alla raccolta fondi per la costruzione di un centro polisportivo antisismico nel capoluogo abruzzese.

Settore giovanile

Ebbe origine all'inizio degli anni venti, quando il e l' non si erano ancora fuse, su iniziativa del presidente dell'Internazionale Emilio Reale. Il primo prodotto del vivaio azzurro fu , allora undicenne.

Nei primi si formò il mediano , divenuto in seguito il secondo giocatore con più presenze in maglia azzurra tra campionato e coppe (505).

Negli il settore giovanile vinse il e il . La rosa campione d'Italia Primavera, allenata da , comprendeva calciatori che debuttarono in prima squadra come , , e i quali vinsero lo scudetto del 1987.

Negli il vivaio fornì alla prima squadra il difensore , il quale vinse tutti gli allori dell'epoca d'oro del club partenopeo.
Nell'epoca post-Maradona il Napoli visse un momento di profonda crisi ed anche il settore giovanile venne trascurato; nonostante ciò, negli in debuttarono giovani talenti, su tutti , futuro e . Inoltre ci fu l'affermazione nella e nel Campionato Allievi dello stesso anno. In questo periodo fu costruito il centro sportivo di , che avrebbe dovuto essere all'avanguardia a livello di formazioni giovanili, ma la struttura fu lasciata nel totale degrado fino alla sua chiusura. Col fallimento del , il settore giovanile fu smembrato, e venne ricostituito con l'avvento di , ottenendo come primi risultati un titolo di . Il lavoro dello staff tecnico diede ulteriori frutti portando al ritorno di alcuni azzurrini nel giro delle nazionali giovanili. Nel ci fu la partecipazione al Torneo di Viareggio dopo 7 anni di assenza.

Il Napoli nella cultura di massa

La partita di spareggio Napoli- del 23 giugno , valida per l'ammissione al primo campionato di a girone unico, fu il primo incontro di campionato a essere trasmesso in una rudimentale "radiocronaca" (non si può parlare di radiocronaca vera e propria, in quanto quest'ultima venne introdotta in Italia solo qualche anno dopo); infatti il Mezzogiorno sportivo, quotidiano di Napoli, aveva inviato allo stadio di (dove si disputò lo spareggio) un giornalista, che durante la partita telefonava alla redazione descrivendo le varie azioni di gioco; il contenuto della telefonata veniva poi trascritto dal giornalista Michele Buonanno che inviava i dispacci a un altro giornalista, , che ne leggeva il contenuto da un balcone, informando così la folla in trepidante attesa dell'andamento dello spareggio. La partita terminò 2-2 ed entrambe le squadre vennero ammesse al primo torneo di massima serie a girone unico.

Nel video All Now Remix del gruppo rap The Movement, uno dei cantanti indossa la maglia numero 94 di . Altri riferimenti si hanno nei film, , in cui appaiono, nel ruolo di se stessi i calciatori , e , nel film , dove interpreta un tifoso partenopeo, con la presenza nel ruolo di sé stesso di , nel film , nel film biografico su Maradona, e in prodotto da .

Presidenti e allenatori

Si riporta di seguito l'elenco dei presidenti, degli allenatori e dei direttori tecnici del Napoli dalla fondazione del club.

Presidenti

Allenatori e DT

Calciatori

, massimo cannoniere partenopeo in Serie A.

Tra i calciatori di rilievo che hanno giocato con la maglia del Napoli risultano , che assieme a fu il primo calciatore del Napoli a giocare in , ,, , calciatore del Napoli più prolifico con la maglia della Nazionale italiana con 4 gol, l'attaccante svedese prelevato dall'Atalanta e acquistato da nel 1952 in cambio di 105 milioni di lire, il brasiliano ,, i e , e (vincitori della ), (vincitore della ) e il libero olandese .

: il suo trasferimento al Napoli destò enorme scalpore. , decisivo nei principali successi partenopei.

Il 1984 vide la partenza di Krol e contestualmente l'arrivo del calciatore più importante della storia partenopea, e universalmente riconosciuto come uno dei più talentuosi calciatori di tutti i tempi, venne prelevato nell'estate di quell'anno dagli spagnoli del per la cifra record di 15 miliardi di lire. Maradona recitò un ruolo decisivo nelle vittorie del club azzurro, il cui palmarès è in buona parte riconducibile al suo periodo di militanza in maglia partenopea: divenne della squadra e nel giro di sette stagioni condusse il club alla vittoria di due , una , una e una , e una sorta di icona popolare per la città di , da lui lasciata nel 1991 a seguito di gravi vicissitudini personali. È insieme a e a l'unico calciatore del Napoli ad aver vinto la classifica cannonieri in Serie A (, 15 reti). Nel il club partenopeo ritirò in suo onore la maglia numero 10.

, protagonista nell'epoca d'oro del Napoli.

Maradona venne coadiuvato, nel corso dell'esperienza partenopea, da una serie di calciatori di notevole livello. Tra questi , e il brasiliano , che insieme al argentino costituirono il celebre trio d'attacco Ma.Gi.Ca.

Nella storia recente, i calciatori di maggior rilievo sono stati l'uruguaiano Cavani, capocannoniere della A nel 2013 con 29 gol e vincitore della Coppa Italia 2012, e l'argentino Higuain, vincitore della Coppa Italia e della Supercoppa italiana nel 2014. Inoltre, l'argentino è stato capocannoniere della A nel 2016 con 36 marcature, battendo il record di reti segnate in un campionato a venti squadre, fino a quel momento appartenuto a (35 reti nel 1949-50 con il Milan). Higuain fu ceduto alla Juventus a fine stagione per € 90 milioni, nell'operazione di mercato più ricca della storia del calcio italiano.

Maglie ritirate

Il Napoli nell'estate del ritirò la maglia n. 10 appartenuta a dal al , come tributo alla sua classe e al notevole contributo offerto in sette stagioni con la casacca partenopea.

Tuttavia, per motivi regolamentari, il numero venne ristampato sulle maglie azzurre dal al in , torneo dove vige la vecchia numerazione dall'1 all'11. Va al calciatore argentino il primato di essere stato l'ultimo ad indossare la 10 al e contemporaneamente a segnare, nella gara contro il del 30 aprile .

Capitani

Al 2016, 25 calciatori hanno ricoperto tale ruolo ufficialmente. Oltre al già citato Innocenti, la fascia è stata indossata da altri due oriundi, e . A parte i due argentini e e lo slovacco , i restanti capitani sono tutti di nazionalità italiana.

Il periodo più lungo con la fascia di capitano della squadra azzurra è stato quello di , con dodici stagioni tra e .

Vincitori di titoli

Contributo alle Nazionali

Il Napoli e la Nazionale italiana

Tra parentesi, il numero di presenze in Nazionale

Mihalich fu il primo calciatore del Napoli a segnare in Nazionale.

Al 24 marzo sono 46 i calciatori del Napoli ad aver ricevuto la convocazione nella , 33 dei quali hanno effettivamente collezionato almeno una presenza. Il recordman di presenze è (49), mentre (6) con quattro reti detiene il record di marcature in nazionale.

I primi calciatori azzurri a militare in Nazionale furono (1) e (2), che debuttarono il 1º dicembre contro il . La partita terminò 6-1, con reti di Mihalic (che realizzò una doppietta, divenendo anche il primo azzurro a segnare in Nazionale) e di Sallustro. Il portiere fu convocato per il e si laureò campione del mondo

De Napoli, recordman di presenze in Nazionale da calciatore del Napoli.

in collezionò l'unico gettone di presenza, come , il 26 maggio 1957.

Negli approdarono in azzurro (18) e (19), che conquistarono il titolo europeo nel 1968 e il secondo posto nel . Juliano partecipò anche ai mondiali del e del , mentre partecipò all'Europeo del 1980.

Nella seconda metà degli , il Napoli ebbe un buon numero di convocati, tra i quali, (28), (25), (12), (10) e (4).

(34) esordì contro la , il 19 novembre . Il 5 settembre , fu convocato contro la per le qualificazioni al mondiale del a cui prese parte insieme a e a (3). Quagliarella divenne il primo calciatore del Napoli a segnare in un mondiale, realizzando contro la il gol che fissò il risultato sul definitivo 3-2 per la nazionale mitteleuropea. (13), prodotto del vivaio azzurro, fu convocato ai mondiali del in Brasile, collezionando una presenza. Fu convocato anche per l'Europeo del 2016.

Palmarès

Competizioni nazionali

, , , , , ,

Competizioni interregionali

(girone B)

Competizioni internazionali

Altre competizioni

Competizioni giovanili

Primavera Berretti 2004-2005 Allievi 1983-1984, 1987-1988, 1989-1990, 1996-1997

Onorificenze

Statistiche e record

Partecipazioni ai campionati

In 90 stagioni sportive a partire dalla fondazione della società nel , compresi 4 tornei di (A).

Serie A

Il Napoli ha partecipato a 76 campionati di massima serie, 72 dei quali di a girone unico. In tali stagioni è salito 19 volte sul :

  • 2 primi posti ( e )
  • 7 secondi posti (, , , , , , )
  • 10 terzi posti (,, , , , , , , , )
Serie B

Il Napoli ha partecipato a 12 campionati di ottenendo 5 :

Serie C

Il Napoli (come "Napoli Soccer") ha partecipato a 2 campionati di ottenendo 1 :

  • 1 per vittoria del girone B ()
Coppa Italia

Il Napoli ha partecipato a 67 edizioni della . È arrivato in finale in 9 occasioni:

  • 5 finali vinte (, , , , )
  • 4 finali perse (, , , )
Supercoppa Italiana

Il Napoli ha partecipato a 3 edizioni della :

  • 2 finali vinte ( e )
  • 1 finale persa ()

Nota: aggiornamento alla stagione 2017-2018.

Statistiche di squadra

Il Napoli della stagione 1961-1962, assieme al Vado del 1922, è tra le due sole formazioni riuscite a vincere la Coppa Italia pur non militando nella massima serie italiana.

Il Napoli esordì in massima serie (allora denominata ) il 3 ottobre . Quella corrente (2017-2018) è dunque la sua 90ª stagione sportiva; ha partecipato a 72 campionati di massima serie (4 di e 68 di propriamente detta), 12 di e 2 di . Nel corso delle 72 stagioni in massima serie il Napoli ha vinto 2 volte il campionato, giungendo al secondo posto in 6 occasioni e per 9 volte al terzo. In 88 stagioni sportive, la società si è dunque piazzata sul podio nel 19,3% dei casi.

La vittoria in campionato con il maggior scarto fu un 8-1 contro la , nella . La sconfitta con il maggior scarto fu invece uno 0-11 subìto dal nel campionato federale .

Il Napoli e il sono le uniche squadre che hanno vinto la non militando in massima serie (). Sempre per quanto riguarda la Coppa Italia, il Napoli detiene il record di vittorie consecutive (20), e insieme alla , è l'unica squadra ad aver vinto la Coppa Italia vincendo tutte le partite (13 su 13; accadde nella stagione ). Il Napoli inoltre condivide con (1942-1943), (1959-1960, 1994-1995, 2014-2015 e 2015-2016), (1999-2000) e (2009-2010) il primato di aver vinto sul campo nella stessa stagione e ().

Il Napoli vanta inoltre, in coabitazione con (1931-1932) e (1932-1933), il record dei punti (33 su 34) ottenuti nelle gare interne in un campionato a 18 squadre con 2 punti per vittoria (16 vittorie ed 1 pareggio in 17 partite), realizzato nel torneo . L'unica squadra che riuscì a ottenere punti al in quella stagione fu la , che pareggiò 1-1.

Nella stagione ha invece stabilito il proprio record di vittorie consecutive nei campionati nazionali, con una striscia di 8 successi in .

Statistiche individuali

Il giocatore con più presenze in campionato è , con 394 presenze (355 in ). Il primato per quanto concerne la sola va invece a , con 387 presenze; quest'ultimo detiene anche il record di presenze complessive tra campionato e coppe (511).

Il titolo di massimo cannoniere della storia del Napoli è detenuto da , con 119 reti realizzate. Il record di gol in campionato (comprendendo anche i tornei di ) appartiene ad , con 106 reti, mentre il massimo cannoniere in Serie A è , con 102 reti. Il record di gol in un singolo torneo di massima serie appartiene a , con 36 reti realizzate nella (record per la ).

Il record di gol in una singola partita di campionato appartartiene a che siglò cinque reti il 12 maggio 1929 nella gara in casa contro la , valevole per il campionato di , per quanto riguarda la invece il record è di quattro reti diviso tra in Napoli- 6-3 il 27 settembre 1953 nella , in -Napoli 1-4 il 9 giugno 1957 nella , in Napoli- 5-0 il 18 dicembre 1977 nella e in Napoli-Torino 5-3 nella .

Per quanto concerne le competizioni europee (comprendendo anche i tornei non organizzati dall'), il record di presenze appartiene a con 56 apparizioni, mentre il primato di reti compete ad con 19 gol. Il record di gol in una singola partita ufficiale per le gare europee appartiene a , che siglò cinque reti il 16 settembre 1992 nella gara in trasferta contro gli del , valevole per l'andata dei trentaduesimi di finale di , unico caso di esterna realizzata nelle da un calciatore di una squadra italiana.

Nelle coppe nazionali, infine, il giocatore più presente è con 96 partite giocate, mentre siglò il maggior numero di reti, 29. Il record di gol in una singola partita nelle coppe nazionali appartiene a , con una quaterna in un Napoli- 5-0 nella .

Tifoseria

I tifosi azzurri gremiscono gli spalti dello il 10 maggio 1987, giorno del primo scudetto del Napoli.

Le origini del tifo organizzato a Napoli risalgono agli . Il Napoli è al 2016 la quarta squadra italiana per numero di tifosi con circa 4,6 milioni. A livello internazionale si stima un seguito di circa 35 milioni di tifosi nel mondo e 120 milioni di simpatizzanti.

Il tifoso medio del Napoli non appartiene a una classe specifica: secondo il giornalista Mimmo Carratelli, il tifo azzurro «confonde e compatta genti diversissime, i napoletani dei quartieri-bene e quelli dei rioni popolari. Il Napoli è «la squadra di tutti» [...].».

Quello che accomuna tutti è comunque la passione per la squadra: il tifo raggiunge picchi tali, che in alcune occasioni l'urlo dei tifosi al goal è stato registrato come terremoto dai sismografi dell'.

Gemellaggi

La festa per la contemporanea promozione in Serie A di Napoli e Genoa, nel 2007.

Il tra i supporters del Napoli e quelli del Genoa è uno dei più antichi che il calcio italiano possa vantare: ebbe inizio il 16 maggio 1982 in seguito al pareggio per 2-2 a Napoli tra le due squadre nell'ultima giornata della , in cui il Genoa si salvò e il Milan retrocesse in Serie B. Il rapporto si consolidò nella quando, con il pareggio per 0-0 a , entrambe le squadre ottennero la promozione in Serie A. Lo storico gemellaggio tra le due tifoserie è stato anche omaggiato e sostenuto da iniziative commerciali. Esistono inoltre rapporti di amicizia con le tifoserie di , , e .

Rivalità

I tifosi azzurri hanno cattivi rapporti soprattutto con le squadre del Nord, in particolare con , , e a causa del gemellaggio con il .

Storica è la rivalità con la , la squadra che contende al Napoli il primato delle simpatie dei sostenitori del calcio nel , dovuta anche a , la quale vide nella vecchia Signora l'espressione sportiva del Piemonte sabaudo.

I derby

Il Napoli non disputa , ma è co-protagonista di tre particolari derby:

Organico

Rosa

Rosa e numerazione aggiornate al 17 agosto 2018.

Staff tecnico

Staff dell'area sportiva


Note

  1. ^ , pag. 14
  2. , pag. 28
  3. Angelo Forgione, , su il Blog di ANGELO FORGIONE, 3 maggio 2011. URL consultato il 1º agosto 2017.
  4. , sscnapoli.it. URL consultato il 12 luglio 2010.
  5. Dato aggiornato al e comprendente anche i tornei non a girone unico.
  6. ^ , p. 39, il quale, citando un articolo de Il Mezzogiorno del 26-27 agosto 1926, dimostra che l'assemblea che decise il cambiamento di denominazione da Internaples a Napoli avvenne il 25 agosto, e non nella data tradizionale (ma erronea) del 1º agosto, sostenuta tra gli altri da , p. 8.
  7. , sscnapoli.it. URL consultato il 14 maggio 2011.
  8. ^ , pag. 24
  9. ^ , pag. 15
  10. , pag. 16
  11. Garbutt fu il primo allenatore di calcio a venire chiamato mister, vedi , Panorama Tirreno. URL consultato il 19 febbraio 2010.
  12. , pag. 18
  13. , pag. 21
  14. , pag. 25
  15. ^ , pag. 26
  16. , sscnapoli.it. URL consultato il 14 maggio 2011.
  17. , pag. 67
  18. , pag. 29
  19. , pag. 32
  20. , pag. 35
  21. , pag. 50
  22. , pag. 19
  23. , pag. 64
  24. , pag. 24
  25. , pag. 75
  26. , sscnapoli.it. URL consultato il 14 maggio 2011.
  27. , pag. 182
  28. , pag. 76
  29. , pag. 81
  30. , pag. 84
  31. , pag. 89
  32. , pag. 92
  33. , pag. 93
  34. , pag. 94
  35. , pag. 99
  36. , pag. 103
  37. ^ , repubblica.it, 3 luglio 1984. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  38. , pag. 113
  39. , pag. 117
  40. , repubblica.it, 12 maggio 1987. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  41. ^ , pag. 118
  42. , pag. 124
  43. , repubblica.it, 18 maggio 1989. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  44. , pag. 126
  45. ^ , pag. 129
  46. , pag. 131
  47. ^ , pag. 133
  48. , pag. 134
  49. , pag. 135
  50. , repubblica.it, 12 aprile 1998. URL consultato il 5 febbraio 2010.
  51. , repubblica.it, 5 giugno 2000. URL consultato il 5 febbraio 2010.
  52. , repubblica.it, 18 giugno 2001. URL consultato il 5 febbraio 2010.
  53. , repubblica.it, 7 luglio 2000. URL consultato il 5 febbraio 2010.
  54. , repubblica.it, 22 giugno 2002. URL consultato il 5 febbraio 2010.
  55. , repubblica.it, 3 agosto 2004. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  56. , repubblica.it, 5 settembre 2004. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  57. , repubblica.it, 7 settembre 2004. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  58. , repubblica.it, 18 aprile 2006. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  59. , repubblica.it, 24 maggio 2006. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  60. ^ , repubblica.it, 11 giugno 2007. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  61. , gazzetta.it, 10 marzo 2009.
  62. , gazzetta.it, 6 ottobre 2009.
  63. , corrieredellosport.it, 15 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2013).
  64. , gazzetta.it, 20 maggio 2012. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  65. , sscnapoli.it, 27 maggio 2013.
  66. , gazzetta.it, 3 maggio 2014.
  67. , su gazzetta.it. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  68. ^ ,  pp. 98-99
  69. , su sscnapoli.it. URL consultato il 24 novembre 2016.
  70. era di origine ebraica.
  71. ^ , sscnapoli.it. URL consultato il 25 ottobre 2009.
  72. , pag. 76
  73. , campiflegrei.eu. URL consultato il 18 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2013).
  74. , sscnapoli.it. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  75. ^ , su ilsole24ore.com, 27 gennaio 2010. URL consultato il 12 luglio 2010.
  76. , sscnapoli.it. URL consultato il 25 novembre 2016.
  77. , sscnapoli.it. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  78. , sscnapoli.it, 6 luglio 2009. URL consultato il 29 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2011).
  79. , su corrieredellosport.it, 27 aprile 2015. URL consultato il 28 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  80. Dall'8ª alla 12ª giornata
  81. Dalla 13ª alla 19ª giornata
  82. Dalla 20ª alla 23ª giornata
  83. Dalla 24ª giornata a fine stagione
  84. Dalla 1ª alla 7ª giornata sponsor non presente
  85. , sscnapoli.it. URL consultato l'11 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2011).
  86. , sscnapoli.it, 31 marzo 2009. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2009).
  87. , sscnapoli.it, 14 aprile 2008. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2008).
  88. , sscnapoli.it, 14 febbraio 2008. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2008).
  89. , sscnapoli.it, 30 marzo 2010. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2010).
  90. , sscnapoli.it, 20 giugno 2008. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2008).
  91. , sscnapoli.it, 14 luglio 2009. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale l'11 luglio 2009).
  92. , sscnapoli.it, 22 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2010).
  93. , sscnapoli.it, 6 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).
  94. , sscnapoli.it, 11 dicembre 2008. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2008).
  95. , sscnapoli.it, 13 gennaio 2013. URL consultato il 21 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2013).
  96. , sscnapoli.it, 10 aprile 2009. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  97. , sscnapoli.it, 31 marzo 2010. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2010).
  98. ^ , pag. 11
  99. , pag. 888
  100. , pag. 320
  101. , pag. 399
  102. ^ , ilmattino.it, 5 aprile 2013. URL consultato il 31 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  103. , Lega-Pro.com, 12 gennaio 2010. URL consultato l'8 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2016).
  104. , sscnapoli.it. URL consultato l'11 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2008).
  105. , sscnapoli.it. URL consultato l'11 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2010).
  106. ^ , pag. 7
  107. ,  pag. 17
  108. ^ , Archivio del cinema italiano, . URL consultato il 15 novembre 2016.
  109. ^ , Archivio del cinema italiano, . URL consultato il 15 novembre 2016.
  110. , Archivio del cinema italiano, . URL consultato il 15 novembre 2016.
  111. , Archivio del cinema italiano, . URL consultato il 15 novembre 2016.
  112. , Archivio del cinema italiano, . URL consultato il 15 novembre 2016.
  113. , sscnapoli.it. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  114. , sscnapoli.it. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  115. Le mansioni presidenziali furono temporaneamente svolte da un comitato costituito dai soci Emilio Reale, Eugenio Coppola, Gustavo Zinzaro, Elia e Picchetti
  116. ^ , pag. 6
  117. , pag. 55: Muscariello commissario straordinario dal 29 gennaio 1948, sotto il controllo di Mirante, Musollino e Francesco Caputo.
  118. ^ azionista di riferimento con maggioranza assoluta.
  119. Mario Improta, Numeri Azzurri, Fratelli Frilli Editori, pagine 48 e 50
  120. Gazzetta dello Sport, diverse edizioni del luglio 1968
  121. ^ , pag. 22
  122. , pag. 46
  123. , pag. 42
  124. , pag. 80
  125. ^ , sscnapoli.it, 14 ottobre 2007. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2007).
  126. , pag. 82
  127. , pag. 86
  128. ^ , pag. 84
  129. ^ , pag. 140
  130. ^ , pag. 150
  131. , pag. 130
  132. , pag. 147
  133. Varriale pag. 146. Parametro titolo vuoto o mancante ()
  134. , pag. 142
  135. , pag. 205
  136. (EN) , sportsillustrated.cnn.com, 11 dicembre 2000. URL consultato il 24 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2014).
  137. (EN) , iffhs.com. URL consultato il 24 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2012).
  138. , pag. 206
  139. ^ , pag. 207
  140. , pag. 202
  141. , gazzetta.it, 14 maggio 2016. URL consultato il 15 novembre 2016.
  142. , gazzetta.it, 26 luglio 2016. URL consultato il 15 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2016).
  143. , corrieredellosport.it, 26 luglio 2016. URL consultato il 15 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2016).
  144. , Repubblica.it, 25 agosto 2000. URL consultato il 29 gennaio 2010.
  145. , Repubblica.it, 11 maggio 2008. URL consultato il 29 gennaio 2010.
  146. , pag. 21
  147. , pagg. 97, 98, 102 e 107
  148. , pagg. 205, 206 e 207
  149. (EN) , forza-azzurri.info. URL consultato il 9 luglio 2010.
  150. , pag. 40
  151. , pag. 618
  152. archiviolastampa.it
  153. , pag. 598
  154. , pag. 608
  155. , pag. 605
  156. , pag. 603
  157. , pag. 609
  158. , sscnapoli.it, 19 novembre 2008. URL consultato il 18 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2008).
  159. , sscnapoli.it, 5 settembre 2009. URL consultato l'11 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2009).
  160. , figc.it, 2 giugno 2010.
  161. , sscnapoli.it, 24 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2010).
  162. , coni.it. URL consultato il 14 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2016).
  163. A pari merito con il .
  164. , , su legaseriea.it, giugno 2015. URL consultato il 28 gennaio 2016.
  165. , , su legaseriea.it, giugno 2015. URL consultato il 28 gennaio 2016.
  166. , pag. 549
  167. , pag. 518
  168. , su raisport. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  169. , su Corriere della Sera. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  170. , pag. 133
  171. , in gazzetta.it, 14 maggio 2016. URL consultato il 14 maggio 2016.
  172. , par. 15
  173. , par. 184
  174. , par. 218
  175. , napolistat.it. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  176. , napolistat.it. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  177. , resport.it, 9 novembre 2012. URL consultato il 21 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2014).
  178. Domenico Aprea, , su tuttojuve.com, 18 maggio 2012. URL consultato il 28 gennaio 2016.
  179. , pag. 150
  180. , Demos.it, settembre 2016. URL consultato il 2 ottobre 2016.
  181. , su sscnapoli.it, maggio 2017. URL consultato il 10 maggio 2017.
  182. , pag. 140
  183. Alessandro Chetta, , corriere.it, 25 novembre 2011. URL consultato il 14 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2016).
  184. , in sport.sky.it, 28 aprile 2011. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  185. , gazzetta.it, 8 aprile 2011. URL consultato l'8 aprile 2011.
  186. , su www.calciomercato.it. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  187. , in TUTTOCURVE, 29 ottobre 2015. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  188. , 25 febbraio 2016. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  189. , pag. 134
  190. , in , 20 gennaio 1997, p. 33 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2015).
  191. , , 30 maggio 1997.
  192. Paolo Condò, Alberta Mantovani, , , 31 maggio 1997.
  193. , su bergamonews.it. URL consultato il 3 giugno 2014.
  194. (PDF), Demos & Pi, 18 settembre 2013, p. 20. URL consultato il 18 settembre 2013.
  195. (EN) Gary Armstrong e Richard Giulianotti, The Second Confrontation. Italy's Questione Meridionale: Naples vs Juventus, in Fear and Loathing in World Football, Oxford, Berg Publishers, 2001, pp. 214-216,  .
  196. (EN) , fifa.com, 21 ottobre 2007. URL consultato il 13 novembre 2016.
  197. , Gazzetta dello Sport, 10 novembre 2007. URL consultato il 23 giugno 2018.
  198. , Sky, 6 dicembre 2010. URL consultato il 23 giugno 2018.
  199. , pag. 200
  200. , sscnapoli.it. URL consultato il 30 luglio 2018.
  201. , sscnapoli.it, 9 luglio 2018.

Bibliografia

  • Gianni Nicolini, La storia del Napoli, Editrice Italiana Roma, 1967.
  • Elio Tramontano, Da Sallustro a Maradona: 90 anni di storia del Napoli, Napoli, Edizioni Meridionali, 1984.
  • , Napoli 2000 - l'album azzurro dalle origini a oggi, Genova, , 2000,  .
  • , , 2003.
  • Giuseppe Pacileo, Pietro Gargano, 80 anni di passione - La storia del Napoli dal 1926 al 2006, Napoli, , 2006.
  • Piergiorgio Renna, Il football a Napoli, Cassino, Idea Stampa, 2008,  .
  • , Napoli 8½ - Il film degli 85 anni d'amore tra la città e la sua squadra, Bologna, Minerva Edizioni, 2011,  .
  • Giampaolo Materazzo, Dario Sarnataro, 1001 storie e curiosità sul grande Napoli che dovresti conoscere, Roma, , 2013,  .
  • , Panini Edizioni, 2014.

Voci correlate

Altri progetti

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • (EN, ES, IT, ZH) , su sscnapoli.it.
  • , su it.uefa.com.
  • (DE, EN, IT) , su Transfermarkt.it, Transfermarkt GmbH & Co. KG.




ШОКИРУЮЩИЕ НОВОСТИ